Marìa Cruz Dìaz Alvarez

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Agronomi di tutto il mondo uniti per vincere le sfide globali
L’importanza dell’associazione mondiale degli ingegneri agronomi e i temi emersi dal congresso mondiale, su tutti la fame nel mondo, nell’intervista esclusiva al presidente AMIA, Maria Cruz

 

Rosanna Zari
Direttore AF Dottore Agronomo e Dottore Forestale
direttore.af@conaf.it

 

Presidente, cosa è AMIA?
L’Associazione Mondiale degli Ingegneri Agronomi è un’entità di carattere privato nata con l’obiettivo di organizzare un Congresso Mondiale periodico di Ingegneri Agronomi (e in alcuni casi di Professionisti di Agronomia) dove poter condividere e discutere i problemi che i distinti Paesi riscontrano in campo agronomico, in quello dell’allevamento, nell’agroalimentare e nell’agroindustriale, con il fine di poter trovare soluzioni nuove o funzionalità differenti che ci permettano di affrontarli e risolverli.

 

Chi ne fa parte?
Attualmente vi fanno parte associazioni di ingegneri agronomi e professionisti di agronomia di tutto il mondo, di ambito privato come del pubblico. Ad oggi vi appartengono una quarantina di associazioni, rappresentate a livello nazionale o regionale, in gran parte riunite in associazioni transnazionali. Allo stesso modo esistono professionisti indipendenti che partecipano e collaborano con l’associazione.

 

Quali sono le attività?
La principale attività, e non da poco, è assicurare la realizzazione di un congresso ogni quattro anni, di modo che sia il luogo di riferimento degli ingegneri agronomi e che durante i quattro anni di preparazione si formino gruppi di discussione che migliorino i lavori presentati e assicurino l’interscambio mondiale di idee. Vorremo essere l’Associazione che esiste per essere utilizzata dagli ingegneri agronomi di qualunque parte del mondo. Chi non ha bisogno di sapere chi è quando progetta o collabora professionalmente in un altro Paese, quali piani di sviluppo esistono in un altro luogo, quali i progressi, per quali incentivi  internazionali si può optare, dove e come si riconoscono i titoli e gli ingegneri agronomi? Queste risposte dovrebbero essere una finalità a medio termine di AMIA e in questo modo formare un nostro proprio network professionale.

 

Quale è la missione sociale dell’associazione?
Raggruppare gli ingegneri agronomi perché da una prospettiva di uguaglianza e solidarietà possano conoscersi, valutarsi, valorizzarsi e, in caso, aiutarsi. Devo pure riconoscere che la sola conoscenza e il riconoscimento è una grande opera sociale.

 

Dopo quanto emerso al Congresso mondiale, può l’AMIA dare un aiuto per la fame nel mondo?
Nell’ambito della sufficienza alimentare, noi ingegneri agronomi abbiamo francamente fatto bene il nostro lavoro. In questo momento, l’eliminazione della fame nel mondo non è un problema tecnico: tale diminuzione ha avuto come base il lavoro e la ricerca di tutti noi. Il passo seguente è far arrivare ai politici la determinazione di porre fine a questa vergognosa piaga.

 

Quali le sfide del futuro?
Migliorare l’informazione generale e particolare che sia utile agli ingegneri agronomi e sia un luogo di dibattito e di discussione dei problemi dell’agricoltura e dell’allevamento nel mondo.

Chi è Maria Cruz?
Un ingegnere agronomo orgogliosa di esserlo.

 

Il suo percorso professionale?
Sono ingegnere agronomo per l’Università Politecnica di Madrid. Dottoressa per la stessa università, professoressa titolare del Dipartimento di Edafologia (scienza del suolo) e Climatologia della Scuola Tecnica Superiore di Ingegneri Agronomi. Ho lavorato nella conservazione e salvaguardia del suolo in Spagna e in diversi paesi dell’America Latina.  Attualmente sono la vicedirettrice di Corsi Brevi e prolungamento Universitario dell’Università Internazionale di Menéndez Pelayo (una delle Università governative della Spagna), così come Decana del Collegio Ufficiale di Ingegneri Agronomi del Centro e Canarie e, più importante di tutto, sono madre di famiglia di due figli che mi hanno appoggiato sempre nel mio cammino professionale, insieme con mio marito. Naturalmente, e con orgoglio, sono la presidente dell’Associazione Mondiale degli Ingegneri Agronomi.